Due Guerre, quella individuale e quella universale, ma un solo soldato impegnato nei due campi di combattimento; L’Arcangelo Michele e San Giorgio lo sostengono nella Battaglia. La Verità è la sua strada, la sua arma, la sua meta. In una Guerra Globale, senza confini di tempo e di spazio, si affrontano da millenni due Fazioni, quella dell’Ordine, della Luce e della Tradizione, e quella del disordine, dell’ombra e della sovversione… e si approssima lo Scontro Finale.
martedì 25 agosto 2015
LUIGI SANTO RE CROCIATO
mercoledì 15 luglio 2015
URIELE ARCANGELO, E L'ALTRI DIMENTICATI
Lo ricordan oggi i Fratelli della Chiesa Ortodossa. Ma nol si troverà nel calendario romano. Piace quivi egualmente ricordarlo, ché mai fu vietato né si crede vi sia alcunché di male se porta buon frutto, giacché l'Arcangeli, simbolicamente parlando, è giusto sian Sette. Sette Trombe, Sette Coppe, e sette torri malefiche che saran abbattute d'altrettanti Arcangeli, et altri ancor bei significati. Dice del resto l'istesso Raffael Arcangiolo, in Libro di Tobia, ch'é nelle Sacre Scritture: “Io son Raffaele, un de' Sette Angeli che sono al Servizio di Dio, e hanno accesso alla Maestà del Signore”.
E l'Arcangiolo Uriele non è certo invenzion di fantasia, ma invece era un de' particolari Protettori dei Monaci Francescani, e lo si trovava una volta menzionato con ogne onore nell'Atti de' Santi, e nella Messa et Officio a Gabriele Arcangelo approvati per lo Santo Pontefice Leone X. Negli Scritti Sapienzali dell'Ebrei, son millanta e più i riferimenti, né si dimentican di lui Copti e Siri.
Fu tolto dalla Liturgia e dalla Memoria adducendo che non si trova Suo Nome nelle Sacre Scritture: pure molti Santi et altre canoscenze non vi si trovano, ma non per questo son sconosciuti alla Tradizione e al Magistero... ché se ragionassimo con “sola Scriptura” sarem protestanti... anzitutto Questa, da Questa, e con Questa, ma senza escludere giusti ammaestramenti che da Questa derivano: come visto, ben si dice in Scrittura che son Sette gli Spirti Potenti.
Fu dimenticato dalla Chiesa, Uriele e l'altri, anco perché v'eran genti che ne facevano idoli, e l'invocavano in pratiche blasfeme: e anche questo oggidì non è invero cosa sconosciuta, in ispecie per i seguaci de “la nuova era”.
Ma fueron molti li Santi e li Beati che tributavano gran venerazione all'Arcangelo Uriel.
Uriele significa Fiamma di Dio, e son multissimi l'affreschi e le pitture nelle Chiese e Basiliche più antiche, che lo raffigurano con Spada e Fiamma, o ch'accompagna un fanciullino, giacché è noto esser stato l'Agnolo Custode di Giovanni Battista, Santo Precursor.
Come Uriele, si son dimenticati pur Geudiele, che sta per Lode di Dio, Sealtiele, Voce di Dio, e Barachiele, Benedizione di Dio.
Son Tradizioni Antiche, che piacciono al Cavalier, il qual vive con la consapevolezza che nel mondo vi sono Miriadi di Forze Angeliche, e minori forze malvagie, Un Solo Dio Onnipresente, e un nemico negletto che vorrebbe farsi dio. Questo è il suo mondo, visibile e invisibile, ma né generico, né vago, né anonimo. E il Cavaliere dà un Nome ad ogne cosa. Adamo diede un Nome ad ogne cosa. Chi è come Dio, la Forza di Dio, e la Medicina di Dio, han un Nome. Non v'è motivo affinché non debbano averlo financo la Fiamma di Dio e l'altri. Non si può certo dir che dell'Altissimo non vi siano la Fiamma, la Lode, la Voce e la Benedizione ch'agiscono nel mondo. Non si può certo dir che per tali funzioni, come per tutte l'altre, l'Onnipotente non habbi Spiriti Serventi che Li prestino dovuto servigio, come afferma l'istesso Raffael. Mai si faccia idolatria dell'Angeli et Arcangeli, ma nemmen ci si dimentichi d'Essi. Non si facciano giammai pratiche non concesse, epperò si rimembri come ancor multi son l'Altari e le Cappelle dicati ai Sette Spiriti Potenti innanzi a' quali si può ben sostare. Sette Arcangeli che son a noi Aiuto Potente per Conto del Signore dei Signori, et Essempio Perfettissimo.
Coll'Aiuto de' Sette, ravviviamo allordunque la Fiamma dell'Altissimo e risplenda Sua Luce, sian rese Lodi all'Onnipotente, si chiedan a Lui Benedizioni per ogne azion nostra, e in ogne cosa si cerchi Sua Voce. Ch'é questo un rimembrar e adoprar Guerriera Disciplina.
Sia ringraziato quinci Iddio, Che ci ha dato Suo Figlio, Suo Verbo e Nostro Re, ma anco ben Sette Principi, per non farci mancar in niuna cosa Suo Amore e Sua Giustizia, e per iscacciar lungi il nemico antico.
venerdì 8 maggio 2015
giovedì 8 maggio 2014
domenica 29 settembre 2013
MICHELE, IL PRIMO DEI PRINCIPI
mercoledì 8 maggio 2013
domenica 31 marzo 2013
DA CHE PARTE?
venerdì 29 marzo 2013
martedì 25 dicembre 2012
YGGDRASIL RINNOVATO, seu L'ALBERO DEL VERBO
domenica 15 aprile 2012
SOLVE ET COAGULA
venerdì 6 aprile 2012
domenica 25 dicembre 2011
GAUDEAMUS !

martedì 1 novembre 2011
OGNISSANTI, LA CORTE CELESTE

giovedì 29 settembre 2011
ARCANGELI GUERRIERI

giovedì 22 settembre 2011
SAN MAURIZIO E LA SANTA LEGIONE TEBEA

domenica 8 maggio 2011
domenica 24 aprile 2011
IGNE NATURA RENOVATUR INTEGRA

Con il Fuoco sarà rinnovata ogni cosa. Pasqua di Fuoco sarà l'Ultima Pasqua del mondo.
Ogni Pasqua ce lo ricorda, giacché quella scritta sulla Croce ormai vuota, INRI, per i Soldati che hanno creduto e che continuano a credere, oggi non ha più un solo e unico significato. Ne ha almeno tre, come tre sono le Lingue con cui è incisa, come Tre sono le Persone Divine ivi Presenti in Una, come Tre sono i componenti dell'uomo che la Croce chiama a Nuova Vita. "Igne Natura Renovatur Integra" è uno dei Significati. E l'assioma filosofale “così in alto come in basso”, sicut in caelo et in terra, non può disconoscersi. Solo i ciechi non vedono. I segni materiali di questo Fuoco dello Spirito, Fuoco d'Amore e di Giudizio che prepara l'Ultima Pasqua, i Suoi riverberi, si possono scorgere quotidianamente. La Terra si scalda, i ghiacciai si sciolgono, l'acqua scarseggia. Le Leggi Universali ricordano che il moto è in strettissima relazione con il calore, e il moto, “motus in fine velocior” dice la Tradizione, è alla fine sempre più veloce. Così da generare ulteriore calore. Infatti ogni Tempo è ristretto, la vita è sempre più frenetica, e Ora è il momento della Decisione, non si può attendere il Domani per Agire.
Una volta, millenni fa fu l'acqua, ma la Profezia afferma che alla Fine sarà il Fuoco.Perché solo così è possibile bruciare l'erba secca, i rami improduttivi, le carcasse dei morti. Solo così è possibile mettere alla Luce l'Oro Puro separandolo dalle impurità. Solo così è possibile eliminare le torride città costruite dai peccatori, far crollare come nel Tarocco le torri innalzate dai miseri seguaci dell'avversario, per dare Nuove Fondamenta alla Città di Diaspro, Zaffiro, Calcedonio, Crisopazio e d'Altre Preziosissime Pietre, che scenderà dal Cielo.
Perché solo così, nella Tempra, si riconoscono le Spade Sante, e i Cavalieri più Coraggiosi. Solo così sarà possibile una Ricompensa per coloro che meritano di festeggiare la Pasqua insieme al loro Re e Signore. Che ricompensa potrebbe mai esistere senza Battaglia..? Combattiamo dunque, financo nel fuoco, per giungere alla Resurrezione, o Guerrieri della Fenice!
venerdì 22 aprile 2011
sabato 25 dicembre 2010
PRAESEPE
Forse il Presepe risale al Santo d'Assisi, o forse ancor prima. Certamente è tradizione che il buon Cavaliere non manca di rispettare nella propria casa: allestire un piccolo “Recinto Sacro”, ove rappresentare alcuni dei Misteri, alcuni tratti della Mirabile Storia. Come un fanciullo, il Cavaliere osserva quelle sculture, quelle minuscole case, e quasi rapito, medita su di esse. L'Anziano di Kusnacht direbbe forse che quel piccolo paesaggio esercita sul Guerriero assorto una sorta di “funzione trascendente”, evocando in lui immagini, suoni, nostalgie, ricordi, sentimenti, Idee.
A Betlemme, Casa del Pane, il Pane Vivente del Cielo, scortato e lodato e cantato dagli Angeli. E posto in una mangiatoia, in una Grotta, rinnovato Mitreo. Il bue e l'asino, le forze poste al Suo Servizio. Nel bel mezzo della Notte arriva la Luce. Non manca l'Acqua: un pozzo, un fiume, un abbeveratoio; è l'Unica Sorgente di Vita alla Quale attingere. V'è un Ponte per giungere a quella stalla e a Quel Pane, passaggio periglioso e stretto, che il Cavaliere ben conosce... Accanto al Sentiero un'osteria, che con la sua insegna cerca di attirare i Viandanti, ma è meglio Proseguire sulla Via che perdere tempo in vino e donne. Più oltre, la Ruota del Mulino, che gira senza posa. Greggi e greggi di pecore, senz'altro più di uno... Sotto un alberello, un giovane pastore, un neofita del suo mestiero, sta dormendo, in attesa di Risvegliarsi. Non lontano una lavandaia, giacché è necessario mondare le vesti, per presentarsi a Lui; e quand'anche “fossero sgualcite dalle prove” non importa, purché siano bianche e pure come la neve. All'orizzonte si scorge il castello di Erode, terribile “principe della terra”, uccisor degli innocenti, che pur nulla ha potuto contro il Bambino.
Ancora oltre, altro ancora, la mente e il cuore novellano al Cavaliere che ammira quelle piccole luci, quel minuscolo ma meraviglioso scorcio sul paesaggio della sua anima e della Storia. Ma quivi ci fermiamo, e lasciamo che altri cuori e altre menti si lascino trasportare dalla commozione del Presepe; in attesa che si presentino tre uomini, Magi e Re, a recar Oro, Incenso e Mirra al Re dei Re.









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